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19/01/2012
Naufragio al Giglio, sale la preoccupazione per l'ambiente marino
Il peggioramento delle condizioni meteo rendono difficili le ricerche dei dispersi e i lavori di svuotamento dei serbatoi
Dopo la giornata di stop riprendono le ricerche dei dispersi a bordo della Nave Concordia.
I dati registrati dagli strumenti sottomarini hanno infatti consentito di stabilire che allo stato é possibile operare in sicurezza.
Gli uomini dei Vigili del Fuoco, della Guardia Costiera e della Marina riprenderanno dunque a breve le ricerche sia nella parte sommersa, sia in quella emersa della Concordia.
Una 'rotazione' di un metro e mezzo, verso l'abisso: la nave Concordia si è mossa dal letto di roccia su cui si era adagiata venerdì sera dopo il naufragio.
Il mare, da oggi, si ingrosserà mentre venerdì arriva il maestrale con onde di 3-4 metri. Stop anche alle operazioni per lo svuotamento dei serbatoi delle oltre 2.300 ton. di carburante.
E si alza il livello di preoccupazione per l'ambiente marino dell'Isola del Giglio e delle aree circostanti.
"C'é gìà un danno ambientale, molto contenuto" relativo "ai fondali dell'Isola del Giglio", ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini
Per evitare che disastri come quello del Giglio possano ripetersi il ministro ha annunciato che “nelle prossime ore, sulla base delle norme esistenti e sulla base delle valutazioni che raccoglieremo, dovremo sicuramente mettere in atto una misura di prevenzione”.
Tra l’altro il ministro proporrà alle compagnie di crociera “un accordo, un piano di lavoro e di comportamenti e gestione delle rotte in modo da gestirle in maniera sostenibile nelle zone di interesse ambientale”. Già con la Regione Toscana “abbiamo convenuto che le istituzioni nazionali valutino insieme le procedure possibili a legislazione esistente per regolamentare il traffico marittimo di fronte alle coste della Toscana. A legislazione vigente vuol dire utilizzando procedure che consentano la loro applicazione immediata”.
Per evitare, inoltre, che le navi da crociera continuino ad arrivare fino al bacino San Marco, a Venezia, il ministro ha dichiarato di aver già parlato con il sindaco e il presidente dell’autorità portuale. “Ci stiamo lavorando – ha affermato -, si tratta di un provvedimento amministrativo. Mi auguro proprio che non ci siano difficoltà. Il problema non è far arrivare le navi a Venezia, ma di non farle arrivare nel bacino San Marco”.
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