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Questo articolo è stato pubblicato nella categoria Ambiente, letto 114 volte , con i tag: ambiente, energia, inquinamento

21/11/2011
Solo l’1% del gettito delle imposte “ecologiche” va a tutela dell’ambiente
Secondo un recente studio della CGIA di Mestre il restante 98,9%, purtroppo, va a coprire altre voci di spesa
Secondo la recente elaborazione realizzata dalla CGIA di Mestre, solo l’1,1% delle imposte ambientali pagate dai cittadini e dalle imprese italiane all’Erario e agli Enti locali è destinato alla protezione dell’ambiente.
Il restante 98,9%, purtroppo, va a coprire altre voci di spesa. Infatti, a fronte di 41,29 miliardi di euro di gettito incassati nel 2009 (ultimo dato disponibile) dall’applicazione delle cosiddette imposte “ecologiche” sull’ energia, sui trasporti e sulle attività inquinanti, solo 459 milioni di euro vanno a finanziare le spese per la protezione ambientale.
Insomma, tutta quella sequenza di imposte spesso sconosciute che paghiamo quando facciamo il pieno alla nostra autovettura, quando paghiamo la bolletta della luce o del gas/metano, il bollo dell’auto o l’assicurazione della nostra auto non vanno a sostenere le attività di salvaguardia ambientale per le quali sono state introdotte.
“Questa anomalia tutta italiana – commenta il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi – è l’ennesima dimostrazione che il nostro sistema fiscale va completamente rivisto.
In queste settimane abbiamo assistito a vere e proprie catastrofi ambientali in parte causate dalla mancanza di attività manutentive e di messa in sicurezza del nostro territorio.
Se a fronte di poco più di 41 miliardi di euro che vengono incassati ogni anno, il 99% finisce a coprire altre voci di spesa, non possiamo più denunciare che questi disastri avvengono anche perché non ci sono le risorse finanziarie disponibili per la tutela del nostro territorio.
I soldi ci sono, peccato che ormai da quasi un ventennio finiscono altrove. Con la beffa che ogni qual volta subiamo un’alluvione ci ritroviamo a subire l’ennesimo aumento delle accise sulla benzina od una nuova tassa di scopo”.
La CGIA sottolinea che la selva di tasse ed imposte ambientali che grava sugli italiani è lunghissima. I tre grandi capitoli su cui insistono le imposte “verdi” sono: energia, trasporti ed inquinamento.
Le imposte sull’energia sono:
-Sovrimposta di confine sul GPL
-Sovrimposta di confine sugli oli minerali
-Imposta sugli oli minerali e derivati
-Imposta sui gas incondensabili
-Imposta addizionale sull’energia elettrica di comuni e province
-Imposta sull’energia elettrica
-Imposta sul gas metano
-Imposta consumi di carbone
Le imposte sui trasporti sono:
-Pubblico registro automobilistico (PRA)
-Imposta sulle assicurazioni Rc auto
-Tasse automobilistiche a carico delle imprese
-Tasse automobilistiche a carico delle famiglie
Le imposte sulle attività inquinanti
-Tributo speciale discarica
-Tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di zolfo
-Tributo provinciale per la tutela ambientale
-Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili
-Contributo sui prodotti fitosanitari e pesticidi pericolosi.
Fonte CGIA di Mestre
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