Maggioli Editore
LOGIN ricordami
  • www.guidambiente.it su Facebook
  • www.guidambiente.it su Twitter
  • Rss Feed
ARCHIVIO

News


Questo articolo è stato pubblicato nella categoria Ambiente, letto 220 volte , con i tag: ambiente, emissioni in atmosfera, inquinamento, mobilità, rifiuti

Img

10/06/2011
Ambiente urbano, città italiane in espansione
Secondo il 7° Rapporto Ispra tra il 1999 e il 2006 a livello nazionale si è costruito ogni anno per un’estensione equivalente a 3 volte la superficie della città di Napoli

Nelle grandi città italiane continuano ad aumentare lo sfruttamento del suolo e la produzione di rifiuti, in quest’ultimo caso in controtendenza rispetto al dato totale nazionale, mentre calano i consumi d’acqua e le emissioni in atmosfera, insieme al numero di autovetture circolanti.

Sono alcuni dei risultati emersi dal VII Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano dell’ISPRA - presentato nella sede di Roma dell’Istituto - che riunisce i principali indicatori ambientali riferiti a 48 tra i maggiori centri urbani del Paese.

Per ciò che riguarda il dato sul consumo del suolo nei centri urbani, assistiamo alla compromissione e alla frammentazione di ampi territori, con una generale accelerazione del processo negli anni successivi al 2000.

L’espansione delle aree urbane in Italia continua a sigillare il suolo con un tasso di consumo pari a cento ettari al giorno: tra il 1999 e il 2006 a livello nazionale si è costruito ogni anno per un’estensione equivalente a 3 volte la superficie della città di Napoli.

Molte città hanno quindi aumentato la propria estensione, diminuendo la densità abitativa: è successo, ad esempio, a Roma, passata da un’intensità d’uso di 109,5 abitanti per ettaro di suolo consumato a una di 80 abitanti per ettaro, tra il 1990 e il 2008.

A livello nazionale, l’intensità d’uso è scesa dai 35,6 ab/ha del 1994 ai 30,9 del 2006, mentre la superficie impermeabile è passata nello stesso periodo da 281 a 323 metri quadri per abitante. 

Nel 2009, il dato sul consumo di acqua pro capite - uno dei più rilevanti per definire la sostenibilità ambientale di una città - vede una diminuzione rispetto al 2000 dell’11,4%, con punte virtuose a Prato, che ha valori di poco superiori ai 46 m3/abitante, seguita da Sassari (46,8 m3) e Foggia (48,1 m3).

Migliora la pianificazione e anche la situazione delle reti di distribuzione, che resta però difficile: nelle ultime 14 città inserite nello studio, tra 2005 e 2008 le perdite rilevate al livello di Ambito Territoriale Ottimale (ATO) sono calate dal 31% al 29% del totale, con punte di spreco in alcuni ATO dove si va oltre il 45%. Anche la percentuale di acque reflue depurate risulta molto elevata, essendo maggiore del 90% in 49 città (in 28 arriva al 100%), ma restano ancora 7 città dove è inferiore al 70%.

Sono in calo anche le emissioni in atmosfera per tutti gli inquinanti: i dati, relativi al 2008, mostrano una diminuzione nelle emissioni di particolato aerodisperso (il PM10 primario), ma anche di ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili diversi dal metano, ossidi di zolfo, ammoniaca e benzene.

Nelle aree urbane del bacino padano però sono stati superati quasi ovunque i valori limite di concentrazione in aria relativi ai vari inquinanti, in particolare per PM10, PM2,5, NO2 (biossido di azoto) e ozono: anche nel resto dell’Italia, pur in presenza di situazioni di inquinamento meno intenso e generalizzato, nelle aree urbane sono frequenti concentrazioni degli inquinanti atmosferici superiori ai valori limite. 

Le città italiane registrano anche mutamenti delle condizioni meteoclimatiche, che hanno portato tra 2001 e 2009 a un calo delle precipitazioni nella maggior parte dei casi e a un aumento generalizzato della temperatura rispetto al periodo 1971-2000. Nel primo caso Bergamo è la provincia dove le piogge sono diminuite di più, con un decremento medio annua pari a 25 millimetri, mentre nella provincia di Pescara c’è stato il più alto incremento medio (pari a 20 mm); le temperature sono in costante aumento in tutte le province monitorate, con Vicenza, Padova e Cagliari che hanno avuto una crescita media di 1°C rispetto al periodo 1971-2000. 

L’aumento medio della temperatura nel periodo 2000-2009 rispetto al periodo 1971-2000 è stato comunque pari o superiore a 0,5°C in tutte le province.  Buone notizie sul fronte dei veicoli, che restano tanti ma vedono una sensibile diminuzione del loro numero, nel periodo 2005 – 2009, con un calo significativo in tutto il centro Nord, da Milano (-2,9%) a Venezia (-3,5%) fino a Roma, dove si arriva a un -5,2%; al sud invece si cresce un po’ ovunque, oscillando tra l’1,2% di Cagliari e il 5,9% di Catania, con l’eccezione di Salerno, Pescara e Sassari dove si rileva una diminuzione delle autovetture pari rispettivamente a 3,4%, 0,4% e 0,3%.

Aumentano le auto a gasolio e quelle ad alta cilindrata, ma anche quelle con minori emissioni. Tra il 2003 e il 2009 si è visto anche un notevole calo degli incidenti stradali in città, pari in media al 14,2%. Molto resta da fare sulla mobilità sostenibile; pur registrando un generale miglioramento nel lungo periodo (2000-2009), è ancora presente una disomogeneità territoriale tra le città del nord e del sud Italia, evidente ad esempio per la disponibilità di piste ciclabili o di aree pedonali.

Si segnala inoltre un incremento dell’utilizzo del trasporto pubblico esteso su buona parte delle città esaminate. Le città più popolose, Roma e Milano, sono quelle che al 2009 registrano il maggior numero di passeggeri trasportati dai mezzi pubblici per abitante, con valori pari rispettivamente a circa 700 e 530. Continua tuttavia ad essere considerevole il divario tra le città del nostro Paese e le città del nord Europa nell’applicazione di misure volte ad incentivare la mobilità sostenibile.

Il patrimonio di aree verdi cittadine resta in sostanza invariato; i dati del 2009 vedono solo minimi miglioramenti, visto che in più della metà delle città analizzate il totale di verde non supera il 5% e solo in 8 città va oltre il 20%. Palermo è il Comune con la maggiore copertura di aree verdi sul territorio comunale (31,9%), seguito da Ravenna (29,9%), Ancona (28,1%) e Roma (27,5%).

L’analisi disaggregata del verde pubblico nelle sue varie tipologie, presentata per la prima volta in questa edizione del Rapporto, ha evidenziato l’elevata incidenza percentuale di aree naturali tutelate (parchi e riserve naturali, Siti d’Interesse Comunitario, etc.), molto importanti dal punto di vista ecologico e ambientale. Nuova anche l’analisi relativa alle aree agricole e agli alberi monumentali: numero di aziende e superficie agricola totale mostrano in generale un trend in continua contrazione, mentre in quasi tutte le Regioni italiane vigono leggi specifiche per la tutela degli alberi monumentali.

Anche il turismo è un fattore importante di pressione sull’ambiente, visto che nelle città censite il numero di esercizi ricettivi complessivi, tra il 2006 e il 2009, è aumentato del 40%, ma solo dell’8% a livello nazionale. I posti letto totali, nelle 48 aree urbane, sono cresciuti nello stesso periodo del 10% e solo del 2% nell’intero Paese e arrivi e presenze costituiscono, rispettivamente, il 75% e il 73% di quelli nazionali. In termini di infrastrutture, sarebbe preferibile una crescita più sostenuta dei posti letto piuttosto che di nuove strutture ricettive, che occupano più suolo e implicano maggiori spese “fisse” e consumi più alti.

I grandi agglomerati cittadini hanno una produzione di rifiuti maggiore che nel resto del paese: solo 11 di quelli censiti sono sotto la media nazionale, mentre nel 2008 il loro valore medio pro capite è ad essa superiore di circa 79 kg per abitante, nello specifico 620 kg contro 541. I maggiori incrementi di produzione si sono avuti a Campobasso (+7,3%), Modena (+7%), Forlì e Napoli (+6,2%). Un calo superiore al 10% si riscontra, invece, per Potenza (-19%), Terni (-11,4%) e Catania (-10,4%).

Meglio la differenziata, cui nel 2008 le città hanno contribuito per il 22,6% del totale nazionale facendo registrare, in termini assoluti, un valore di oltre 2,2 milioni di tonnellate. I maggiori livelli di raccolta si rilevano a Novara, sopra il 70%, e a Trento che va oltre il 50% (53,9%): percentuali inferiori al 10%, invece, a Napoli, Catania, Palermo, Taranto, Siracusa e Messina, ma anche Roma supera di poco il 17%.

Fonte: Ispra

Condividi su Linkedin

Ti potrebbe interessare:

Indietro


Previous Next
Previous Next

X

Iscriviti alla newsletter

Vuoi ricevere la newsletter gratuita di www.guidambiente.it?

Inserisci il tuo indirizzo di posta elettronica e clicca su Iscriviti

Ho letto l'informativa e acconsento al trattamento dei dati

NOTA INFORMATIVA SULLA TUTELA DEI DATI PERSONALI EX ART 13 D.LGS. 196/2003 E RICHIESTA DI CONSENSO AL TRATTAMENTO

Maggioli SpA, titolare del trattamento, si propone di gestire il servizio nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela dei dati personali. Al proposito intende con questa nota, fornire a tutti gli utenti un'informativa sulle modalità e finalità del trattamento dei dati personali in conformità a quanto previsto dall'art. 13 del D.Lgs n. 196 del 30.06.2003. I dati personali forniti dagli utenti verranno trattati elettronicamente e/o manualmente da Maggioli SpA, Via del Carpino 8 - 47822 Santarcangelo di Romagna (RN), titolare del trattamento, per tutte le finalità correlate alla prestazione del servizio. Inoltre, previo suo consenso, i suoi dati saranno trattati dalla nostra società e dalle società del Gruppo Maggioli per l'invio di materiale promozionale inerente i nostri prodotti o servizi o quelli di società clienti del Gruppo Maggioli. L'indicazione della email deve essere fatta con cura in quanto necessaria per ricevere il servizio, i dati a corredo vengono chiesti per targettizzare gli invii informativi. I suoi dati non saranno diffusi. I suddetti dati potranno essere comunicati a soggetti pubblici, in aderenza ad obblighi di legge e a soggetti privati per trattamenti, funzionali all'adempimento del contratto, quali: nostra rete agenti, società di informazioni commerciali, professionisti e consulenti. I suoi dati potranno essere comunicati a soggetti terzi nostri clienti, che li tratteranno in qualità di autonomi titolari del trattamento secondo la definizione contenuta nel D.lgs 196/2003. Tali dati saranno trattati dai nostri dipendenti e/o collaboratori, incaricati al trattamento, preposti ai seguenti settori aziendali: editoria elettronica, mailing, marketing, CED, servizi Internet, fiere e congressi. L'utente potrà esercitare ogni ulteriore diritto previsto dall'art. 7 del D.Lgs 196 del 30.06.2003 che di seguito integralmente si riporta: "1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile. 2. L'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione: a) dell'origine dei dati personali; b) delle finalità e modalità del trattamento; c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici; d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'art. 5 comma 2; e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello stato, di responsabili o incaricati. 3. L'interessato ha diritto di ottenere: a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei dati; b) la cancellazione, la trasformazione, in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettera a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di colori ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento di rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte: a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano ancorchà pertinenti allo scopo della raccolta; b) al trattamento dei dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. "Compilare il form con i propri dati con conseguente dichiarazione espressa di aver letto e accettato questa informativa, autorizza la Maggioli spa e le società del Gruppo Maggioli al trattamento dei suoi dati per le finalità correlate alla prestazione del servizio e per l'invio di materiale promozionale, anche da parte di soggetti terzi nostri clienti, secondo le modalità illustrate nell'informativa. L'utente potrà esercitare ogni diritto previsto dal citato art. 7 con la semplice risposta alla e-mail ricevuta.