News
Questo articolo è stato pubblicato nella categoria Energia, letto 257 volte , con i tag: acque, energia

16/05/2011
Acqua potabile e energia: tutto in una scatola
La Purdue University ha ideato un depuratore d'acqua portatile in grado di funzionare anche come un'efficiente generatore d'energia
Alluminio, gallio, indio e stagno. Sono questi i componenti principali di un depuratore d'acqua portatile in grado di funzionare anche come un'efficiente generatore d'energia. Tutto in completa autonomia. Lo ha ideato il team di ricerca di Jerry Woodall, ingegnere elettrico della Purdue University (Usa), che conta di realizzarlo in tempi brevi.
Una volta completato, il dispositivo potrebbe portare acqua potabile ed energia nei territori in cui queste scarseggiano.
L'idea alla base del progetto è semplice: si tratta di un serbatoio del peso di circa 45 chilogrammi che può essere trasportato ovunque ci sia bisogno di acqua fresca e pulita.
Basta versare al suo interno qualche litro d'acqua – anche salata – per innescare una reazione chimica che ossida l'alluminio e scalda il liquido fino a farlo evaporare.
In questo modo, il calore sprigionato uccide tutti i batteri patogeni, rendendo l'acqua potabile. Il dispositivo, inoltre, è in grado di alimentare una cella a idrogeno per la produzione di energia elettrica.
Secondo le previsioni di Woodall, la piccola centrale potrebbe generare una quantità di energia a un costo di circa 24 centesimi di euro a kilowattora; un prezzo assai competitivo per tutte quelle aree del mondo dove la costruzione di infrastrutture e centrali elettriche richiederebbe spese assai più elevate. Il costo dell'acqua potabile prodotta si aggirerebbe, invece, intorno ai 20 centesimi di euro al litro.
"Si potrebbero far arrivare il serbatoio e la cella a idrogeno in qualsiasi area remota del pianeta paracadutandoli da un aereo” - ha ipotizzato Woodall - “a quel punto il macchinario verrebbe assemblato sul posto: aggiungendo acqua salata, o dolce, la reazione chimica convertirebbe alluminio e acqua in diverse parti di idrossido di alluminio, calore e idrogeno. Il vapore ucciderebbe tutti i batteri contenuti nell'acqua e per berla basterebbe solo condensarla”.
I ricercatori americani sono ottimisti: presto avranno a disposizione la giusta soluzione per risolvere il problema dell'approvvigionamento di acqua ed energia nelle zone più irraggiungibili del pianeta. Per di più sotto forma di una tecnologia versatile e sicura: infatti, la buona disponibilità del reagente principale, l'alluminio, e l'assenza di tossicità dei suoi prodotti di scarto ridurrebbero al minimo l'impatto ambientale del dispositivo. In attesa del primo brevetto, Woodall prevede già di impiegare la cella a idrogeno per realizzare anche una serie di motori per imbarcazioni e robot sottomarini.

Fonte: Purdue University e Galileonet.it
Ti potrebbe interessare:
- 13/04/2012
Quinto conto energia e fonti rinnovabili, pronti i decreti
Presentato il nuovo schema di incentivi per gli impianti fotovoltaici. Pronto anche il decreto sulle altre rinnovabili elettriche, atteso parere di Aeeg e Regioni - 14/03/2012
Energia, nuove regole dall'Aeeg per gli impianti FER
Nuove norme tecniche per aumentare la sicurezza del sistema elettrico nazionale conincentivi per favorire l'adeguamento da parte dei produttori - 07/03/2012
Nucleare, la mappa di Greenpeace sulle zone a rischio
L'associazione ambientalista vuole sottolineare che non ci sono reattori nucleari sicuri - 02/03/2012
Energia, è necessario un piano nazionale
La richiesta arriva dal tavolo di lavoro degli enti locali per il clima - 22/02/2012
Nuvolaverde, il comitato per lo sviluppo sostenibile
Il progetto è nato per promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso l'economia digitale e creare un raccordo tra le imprese e il Ministero dell'Ambiente - 08/02/2012
In Italia scatta l'emergenza gas
Il Ministro Passera denuncia le difficoltà di questi giorni a causa del maltempo e assicura che la situaizone è monitorata
























