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Questo articolo è stato pubblicato nella categoria Energie rinnovabili, letto 280 volte , con i tag: emilia romagna, energie rinnovabili

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07/04/2011
Ma quanto è "wiki" la Green Economy
Ecco il wikilibro a cura della Vetrina della Sostenibilità della Regione Emilia-Romagna che dà voce ad amministratori locali, imprenditori, professori, tecnici, ricercatori e cittadini

Quarantasei autori, circa 4 ore di videointerviste, tante storie e tanti pareri, un mese di intenso lavoro di post-produzione ed ecco finalmente il risultato finale: il primo libro partecipato sul tema della Green Economy, realizzato nei giorni di Ecomondo 2010.

Al centro dell'attenzione, un settore che mette insieme quasi duemila imprese, 230mila addetti, oltre 62 miliardi di fatturato. È stato senza dubbio un esperimento stimolante e divertente, allo stesso tempo però, il risultato è a dir poco sorprendente.

Il wikibook sulla Green Economy realizzato nell’ambito del progetto Vetrina della Sostenibilità lo scorso novembre, all’interno dello stand della Regione a Ecomondo è una sorta di improvvisazione collettiva alla quale hanno preso parte ben 46 autori.

“Wikibook green economy. Parole inglesi che declinate in italiano, anzi in emiliano-romagnolo, assumono un significato tutto nuovo - spiega l'assessore Gian Carlo Muzzarelli, titolare della delega all'economia sostenibile della Regione Emilia-Romagna -, “Green economy” nella nostra Regione si traduce in imprese, lavoro,’rivoluzione verde’, quindi nella rivoluzione industriale del XXI secolo che sta già cambiando il volto di questo territorio.

Aggiungo che la Regione crede fortemente in questa sfida: abbiamo investito nel 2010 oltre 95 milioni di euro sul versante della “green economy”: un impegno rafforzato dal supporto e finanziamento al sistema della rete regionale dell’Alta Tecnologia e dei 10 Tecnopoli (che investe in sei assi tra i quali “Energia Ambiente”) ed al Piano Attuativo per l’Energia 2011-2013”.

Il termine “Green Economy” ormai da un paio d’anni è sulla bocca di tutti, ma allo stesso tempo non vi è accordo, né nella comunità tecnico-scientifica né tra i cittadini, né tra quelle imprese che poi l’economia verde la fanno tutti i giorni, su cosa realmente sia questa Green Economy.

Si è così partiti da una parola non ben definita, a tratti decisamente abusata, anche se in molti l’hanno descritta come “un’opportunità, uno strumento per uscire dall’odierna crisi economica, una speranza per il futuro”, per provare a tracciarne confini, contorni e relazioni. E perché questa operazione potesse essere davvero creatrice di senso, e non l’opinione di un singolo, l’unica strada era quella della partecipazione di una comunità così ricca e sfaccettata, ma allo stesso tempo esperta ed informata. Come bussola per il "collettivo" di autori, composto da imprenditori, funzionari pubblici, amministratori, docenti universitari, presidenti di consorzi e di cooperative, consulenti, privati cittadini sensibili al tema "ambiente", è stato predisposto un indice per orientare gli sforzi e i contributi di idee: territorio, innovazione, mercato e istituzioni, democrazia e partecipazione.

Una volta coinvolti gli autori si è trattato di ascoltarli e registrarli, per ben 4 ore di girato, raccogliendo pensieri e conoscenze riguardanti la Green Economy a 360°: da una definizione del tema al suo rapporto con il mondo della ricerca e dell’innovazione, dal ruolo dell’ente pubblico nel processo di affermazione della Green Economy alle eventuali vocazioni territoriali per la Green Economy, fino al rapporto tra economia verde e processo democratico.

Su una questione tutti sono d’accordo, ovvero sull’intendere la Green Economy come un punto di rottura, un cambio di paradigma particolarmente necessario ed auspicabile in questo momento di crisi economica ed ecologica. Un cambiamento profondo che nasce prima di tutto dai territori, dalle loro vocazioni specifiche, rurali o urbane che siano, ma anche dalla capacità di attivare la società civile, il capitale sociale presente.

E' questo è uno dei grandi compiti assegnati all’ente pubblico, che deve educare, sensibilizzare, informare, diffondere: in altre parole tessere e supportare un sistema.

Altra prerogativa dell’amministrazione è quella di dare regole chiare e certe, che aiutino le imprese e il mondo della ricerca ad avere il coraggio e le motivazioni per innovare, anzi eco-innovare.

Ma la Green Economy non è solo terreno per tecnici, è una grande opportunità democratica per tutta la cittadinanza, per ripensare l’economia in chiave sociale e solidale, per porre nuovamente l’attenzione sull’importanza dei beni comuni e su come le nostre scelte quotidiane li preservano o li minacciano.

Questo magma, questo insieme di pensieri alle volte discordanti, è stato poi selezionato e riordinato logicamente, attraverso un lavoro redazionale che ha tentato di essere il meno invasivo possibile, ma che di certo non può dirsi neutrale. Ed ecco il risultato finale: un testo di piacevole lettura, ricco di spunti e di punti di vista interessanti e autorevoli, che traccia in modo originale i confini della Green Economy.

Il wikilibro è inserito nei “Quaderni della sostenibilità”, collana di documentazione a cura del Servizio Comunicazione, Educazione alla sostenibilità della Regione Emilia-Romagna. Realizzato con il coordinamento editoriale di Paolo Tamburini e Gianni Varani, con con il supporto tecnico di eco & eco srl, Giuliana Venturi, Pier Francesco Campi, Luna Beggi, Antonio Kaulard, Francesco Silvestri, Barbara Murtas.

 Wikibook Green economy (2.45 MB)

 Fonte: Ermes Ambiente

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